Emergenza coronavirus: 
uno sguardo 
dal primo lockdown 
a oggi

Emergenza coronavirus: uno sguardo dal primo lockdown a oggi

365 giorni di impegno #viciniaibambini e alle famiglie

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È il 9 marzo 2020: tutta Italia entra in lockdown a seguito del diffondersi dell’epidemia da Covid-19. Oggi, a un anno di distanza, ripercorriamo la nostra risposta concreta a questa emergenza: per non fermare l’educazione e l’istruzione, per restare concretamente vicini ai bambini e alle famiglie più in difficoltà. 

 

L'educazione non si è fermata

Nella prima e nella seconda fase dell’emergenza siamo intervenuti con tempestività a sostegno di bambini e ragazzi in condizione di povertà educativa e di isolamento digitale: un sostegno che è proseguito per tutto l’anno attraverso la consegna di 868 tablet, per permettere a tutti loro di seguire le lezioni in didattica a distanza. È così che siamo riusciti a non lasciare nessuno indietro e a colmare il più possibile il gap tecnologico, che avrebbe potuto trasformarsi, col tempo, in un divario formativo e soprattutto sociale.

 

A maggio e durante l’estate, complice l’alleggerimento delle disposizioni normative, ci siamo dati l’obiettivo di attivare un monitoraggio attento delle condizioni dei bambini, nonché un supporto all’organizzazione e all’avvio dei centri estivi, in particolare in quelle zone particolarmente colpite da bisogni socio-economici aggravati dal lockdown.

 

Inoltre, abbiamo offerto un aiuto concreto a quegli studenti che, vivendo in una condizione di disagio socio-economico o con Bisogni Educativi Speciali, sono stati particolarmente penalizzati dall’emergenza e risultavano essere maggiormente a rischio di abbandono scolastico. L’abbiamo fatto organizzando percorsi di recupero e una serie di incontri di sostegno psicologico che hanno coinvolto, a oggi, 380 studenti. Per molti di loro il nostro intervento ha rappresentato la prima vera occasione di esprimere le proprie paure e le proprie fatiche, rendendoli consapevoli di non essere soli e di trovarsi nella stessa situazione dei propri amici e compagni.

 

Infine, ma non per importanza, ci siamo concentrati sul tema della LEAD - Legami educativi a distanza - con l’obiettivo di fornire competenze specifiche al mondo degli operatori sociali che operano all’interno dei servizi per l’infanzia. Per fare questo, abbiamo creato una piattaforma privata a loro dedicata: uno spazio virtuale, dove hanno potuto non solo trovare video e dispense a carattere formativo, ma anche un forum nel quale poter discutere delle sfide educative che ciascuno di loro affronta con i bambini di tutta Italia.



E non si è fermato nemmeno il sostegno alle famiglie in difficoltà

Sono proprio i genitori ad aver sperimentato un cambiamento radicale della quotidianità: la chiusura delle scuole li ha messi di fronte alla necessità di dare una valenza pedagogica alle giornate trascorse in casa con i figli.

 

Intercettando i loro bisogni, abbiamo creato Bambini Patapum: una piattaforma che ha l’obiettivo di supportare i genitori con spunti, idee e guide, ma anche di garantire ai bambini un tempo di gioco e stimoli continui.

La piattaforma è in continuo aggiornamento: dalla sua nascita abbiamo ampliato le sezioni e i contenuti multimediali e creato un ciclo di webinar, dedicato a genitori e operatori sociali, su come usare il digitale in modo attivo e costruttivo per la crescita; su come avvicinare i bambini alla lettura; su come farli stare bene e su come crescere insieme.



Una rete a sostegno di insegnanti ed educatori

Dopo un importante lavoro di confronto con i docenti e i Dirigenti Scolastici degli Istituti con cui collaboriamo, si è delineata la necessità di lavorare anche su aspetti didattici-metodologici, piuttosto che solo su quelli tecnologici.

Di conseguenza, abbiamo organizzato percorsi di formazione in collaborazione con WeSchool, unica piattaforma italiana di classe digitale, e Oppi, l’Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti.

 

Tramite queste collaborazioni sono stati affrontati temi quali la creazione e la cura di contenuti adatti a lezioni a distanza, la valutazione a distanza, l’osservazione dei gruppi classe, l’utilizzo di piattaforme di didattica digitale e l’inclusione di studenti con Bisogni Educativi Speciali. Il valore aggiunto di questi percorsi di formazione risiede nel fatto che saranno utili anche in seguito all’emergenza sanitaria: a pandemia finita, il digitale non scomparirà del tutto, ma diverrà uno strumento utile per fare attività didattiche realmente innovative, coinvolgenti ed efficaci, sia in presenza che a distanza.